B*IO BLOG | BARBARA ALBANESE BLOG|27 giugno 2011 14:41

Riutilizzo “po-etico” di un pallet

Dada dettaglio ok 300x223 Riutilizzo po etico di un pallet
Amo il Lago di Garda, in tutte le stagioni. Ci ritorno per qualche giorno ogni estate, perchè non esiste per me luogo più rilassante del lago, con quel suo odore intenso, talvolta pungente, e quel suo colore profondo che in batter di ciglia volge dal turchese cristallino al plumbeo inquietante.

Amo soprattutto Salò, il suo centro storico adagiato lungo l’ ampio golfo.

E poi qui ci sono, cosa non secondaria per me, una fantastica pasticceria, una bella libreria e un negozio speciale: chiamarlo negozio è limitativo, in realtà è un concept store, un luogo di ricerca sempre “work in progress”, insomma, un contenitore di idee dove entrare, regalarsi del tempo per scoprire oggetti, pezzi di arredo, abbigliamento, complementi, e tanto altro dal design più nuovo e propositivo.

Si chiama Dada (www.dadaworld.it), dal nome del suo fondatore, Jamil Dada, e raccontarlo non basta…. bisogna proprio andarci… anche perchè è uno spazio che periodicamente cambia pelle, si rinnova non solo nei contenuti, ma anche nell’ aspetto.

Qualche settimana fa ci sono ritornata, a distanza di un paio di mesi dall’ ultima visita.

Il vedere l’ intera parete d’ ingresso interamente rivestita con pallet in legno proposti come fioriere mi ha subito fatto sorridere, pensando a come tutto può avere un nuovo utilizzo, magari più “nobile”, in una seconda vita: un oggetto di poco valore come un pallet, posto sempre in modo orizzontale, spesso impilato,  sovrapposto, mesta pedana di pesanti materiali da sollevare e movimentare, qui viene utilizzato come materiale di rivestimento.

Il pallet diventa paramento verticale, più pallet si ripetono uno dopo l’ altro, e nell’ intreccio delle liste di legno creano interessanti giochi di pieni e vuoti: in più, i pallet non sono tutti complanari fra loro, alcuni sporgono rispetto ad altri, a seguire le discontinuità della parete a cui si appoggiano, e la luce che li inonda crea effetti vibranti sulla loro ruvida superficie.

E poi ci sono le piantine verdi, alcune delle quali fiorite, a fare da contrappunto sulla parete legnosa: sono disposte in modo apparentemente casuale, si sporgono dalle assi di legno, alcune in modo timido, altre, con larghe foglie, in modo più ‘prepotente’.

Mi è piaciuto questo binomio un po’ naif di pallet di legno e foglie verdi: mi è sembrato voler quasi ricondurre il respiro della natura all’ interno di una dimensione domestica, controllata.

Tutto questo senza ricorrere all’ utilizzo di tronchi o rami d’albero: possono bastare dei modesti pallet ‘rivisitati’ in modo etico, anzi, mi viene da dire, in modo po-etico.

2 Comments

  • Ultimamente trovo qualche attimo di tempo per leggere questi brani. Brani piu’ che pagine. Il brano calza meglio , è intrinseco che sia musicale. Dalle balle di paglia che mi hanno incuriosito, al non architetto Scarpa, come voleva che si dicesse, son proposte al lettore atmosfere bio-tranquillizzanti. E non è facile trasmetterle. Ma qui sembra naturale: questi brani aiutano a vedere, più che immaginare, la freschezza di queste soluzioni che materializzano una riflessione: la semplicità non è difficile da pensare. Ma è per pochi saperla realizzare. Ed è ancora per più pochi scovarle e saperle presentare. Sicuramente seguirò con attenzione l’evolversi di questa po-etica collana … qual saga bio-editoriale. Ma quale sarà il contenuto del Brano che seguirà???… non chiudo con un dubbio, ma con la tranquillità di dire che sarà … in tema. E interessante.

    • Grazie Vanni, mi fa piacere sapere che segui con interesse le mie brevi annotazioni su piccoli ‘episodi’ di architettura e design. Po-etica collana? Oddio, ‘cerco di fare’ l’ architetto, non la scrittrice: quello che è certo è che mi impegnerò per proporre sempre qualche piccolo argomento che mi appassiona, sul quale poter riflettere e, ogni tanto, far lasciare commenti.